Verso lo sciopero alla PCM: al centro sicurezza, lavoro agile e dignità

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Da troppo tempo il personale della Presidenza del Consiglio dei ministri opera in sedi caratterizzate da carenze manutentive, scarsa cura e condizioni spesso lontane dagli standard minimi di sicurezza e salubrità.

Si tratta di una realtà ben nota, più volte segnalata anche dai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, ma mai affrontata dall’Amministrazione con la necessaria attenzione e continuità. Nelle diverse sedi continuano infatti a registrarsi criticità che incidono in modo significativo sulla qualità della vita lavorativa: ambienti sovraffollati, spazi inadeguati al numero di personale presente, difficoltà di climatizzazione, infissi deteriorati o non funzionanti, infiltrazioni d’acqua, scarsa qualità dell’aria, rumore persistente negli open space, illuminazione insufficiente, problemi di pulizia e presenza di infestazioni anche in aree sensibili.

A titolo esemplificativo, a via della Ferratella permangono situazioni critiche legate a infissi inutilizzabili, infestazioni di vespe orientali e presenza diffusa di carcasse e deiezioni di piccioni. A via Alessandria numerosi lavoratori sono collocati in open space con rilevanti problemi di rumorosità, climatizzazione, illuminazione e riservatezza. A via della Mercede 9 le uscite di emergenza risultano frequentemente ostacolate da veicoli, mentre a via della Mercede 96 è stata segnalata la presenza di roditori in prossimità della mensa e dell’asilo nido. In alcuni edifici storici si verificano infiltrazioni d’acqua dalle coperture, e in molti immobili il personale si trova ciclicamente a lavorare in ambienti troppo caldi, troppo freddi o comunque non adeguatamente vivibili.

Non si tratta di disagi marginali né di inevitabili inconvenienti, ma di una situazione che rivela una persistente sottovalutazione del ruolo del personale e delle condizioni in cui esso opera, come se la qualità degli ambienti di lavoro fosse un elemento secondario e non una precisa responsabilità dell’Amministrazione.

Particolarmente grave è stato l’episodio verificatosi nei primi giorni di aprile, con il cedimento di una porzione del tetto nella sede di via della Mercede 96, emerso peraltro in modo del tutto casuale. L’evento ha comportato la chiusura di un intero corridoio al terzo piano, il trasferimento forzato del personale e un ulteriore peggioramento delle condizioni di affollamento negli spazi destinati al Dipartimento per il personale. Al di là delle conseguenze immediate, tale vicenda ha evidenziato in modo inequivocabile la fragilità del sistema di manutenzione degli immobili: edifici complessi e spesso vetusti richiederebbero interventi programmati e costanti, non interventi episodici resi necessari solo dall’emergere di criticità non più differibili.

In questo contesto, la recente direttiva sul lavoro agile, emanata dal Segretario Generale il 18 maggio, assume un significato ancora più problematico.

La scelta di ridurre significativamente le giornate fruibili e di riaffermare la centralità della presenza fisica, giustificata come “specificità della Presidenza”, incide direttamente sulle condizioni di lavoro del personale. Essa non tiene conto delle difficoltà legate agli spostamenti quotidiani, limita gli strumenti di conciliazione tra vita e lavoro e azzera, con un intervento amministrativo unilaterale, un patrimonio di esperienze organizzative ormai consolidate.

Richiamare la presenza come valore assoluto mentre molte sedi versano in condizioni inadeguate significa, di fatto, imporre un ulteriore sacrificio senza una corrispondente assunzione di responsabilità. Ne deriva l’immagine di un’Amministrazione che insiste sul controllo della prestazione in presenza, ma appare meno efficace nel garantire ciò che dovrebbe costituire il presupposto fondamentale: ambienti di lavoro dignitosi, sicurezza degli spazi, attenzione reale al benessere organizzativo.

La Presidenza non può rivendicare una propria “specificità” unicamente nella riduzione degli spazi di flessibilità. Tale specificità dovrebbe piuttosto manifestarsi nella qualità dell’organizzazione, nella cura degli ambienti, nella capacità di prevenire i problemi e nella sensibilità verso il personale che quotidianamente presta servizio nelle proprie strutture.

Sicurezza, salute, benessere e conciliazione tra vita e lavoro non rappresentano concessioni, ma condizioni essenziali per un’Amministrazione che intenda operare nel rispetto delle proprie lavoratrici e dei propri lavoratori.

Per queste ragioni SNAPRECOM, USB, FLP e SIPRE hanno programmato una serie di assemblee in tutte le principali sedi della Presidenza, per informare e ascoltare le lavoratrici e i lavoratori, anche in vista dello sciopero già programmato.

Martedì 26 maggio 2026 dalle 10:30 alle 12:30 a Palazzo Chigi

  • Ufficio del cerimoniale di Stato e per le onorificenze
  • Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi
  • Ufficio del Segretario Generale
  • Ufficio di Segreteria del Consiglio dei ministri
  • Dipartimento per gli affari europei
  • Dipartimento per le pari opportunità
  • Dipartimento per le politiche della famiglia
  • Dipartimento per i rapporti con il Parlamento
  • Dipartimento per la trasformazione digitale (Largo di Brazzà)
  • Dipartimento per le riforme istituzionali
  • Ufficio per le politiche spaziali

Martedì 26 maggio 2026 dalle 14:00 alle 16:00 a Largo Chigi

  • Dipartimento per il personale
  • Dipartimento per i servizi strumentali
  • Dipartimento per il coordinamento amministrativo
  • Dipartimento per l’informazione e l’editoria
  • Ufficio controllo interno, trasparenza ed integrità
  • Ufficio bilancio e riscontro regolarità amministrativo contabile
  • Dipartimento per il programma di Governo
  • Dipartimento programmazione e coordinamento politiche economiche
  • Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie
  • Ufficio segreteria Conferenza Stato-città e autonomie locali
  • Dipartimento politiche in favore delle persone con disabilità

Giovedì 28 maggio 2026 dalle 10:30 alle 12:30 a Via Ulpiano

  • Dipartimento della Protezione Civile (Via Ulpiano)

Giovedì 28 maggio 2026 dalle 14:00 alle 16:00 a Via Vitorchiano

  • Dipartimento della Protezione Civile (Via Vitorchiano)

Mercoledì 3 giugno 2026 dalle 10:30 alle 12:30 a Palazzo Vidoni

  • Dipartimento della funzione pubblica

Mercoledì 3 giugno 2026 dalle 14:00 alle 16:00 a Via della Ferratella

  • Dipartimento “Casa Italia”
  • Dipartimento politiche giovanili e servizio civile universale
  • Dipartimento per il Sud
  • Dipartimento politiche contro la droga e altre dipendenze

Giovedì 4 giugno 2026 dalle 10:30 alle 12:30 a Via Sicilia

  • Dipartimento per le politiche di coesione
  • Dipartimento per lo sport

Giovedì 4 giugno 2026 dalle 14:00 alle 16:00 a Via Alessandria

  • Dipartimento per la trasformazione digitale

Martedì 9 giugno 2026 dalle 10:30 alle 12:30 alla sede di Roma della Scuola Nazionale dell’Amministrazione

  • Scuola Nazionale dell’Amministrazione
  • Dipartimento per le politiche del mare.