CCNL PCM: A CHI CONVIENE?

Roma -

Giovedì si dovrebbe tenere l’incontro per l’inizio delle trattative per il rinnovo del CCNI.

Molti colleghi, di sicuro, si aspetteranno grandi novità e sperano di migliorare la propria condizione lavorativa,  tuttavia il Contratto Integrativo è una applicazione del Contratto Nazionale pertanto se le “novità” e i “miglioramenti” non sono stati inseriti nel CCNL difficilmente si potranno ottenere con il secondo livello.

Riteniamo superfluo ribadire come la disastrosa trattativa all’ARAN abbia portato ad ottenere  un contratto pessimo peggiorando notevolmente le condizioni dei dipendenti della Presidenza..

In merito ai contenuti del contratto abbiamo già ampiamente scritto, non solo noi, sottolineando i numerosi punti di caduta contenuti.

In questo contesto però emerge una questione estremamente importante ovvero:

la metà dei sindacati non ha sottoscritto il CCNL e di conseguenza, al momento, sono “tenuti fuori” dalla trattativa.

Poi sulla risicata maggioranza posseduta dalle sigle firmatarie ci sarebbe molto da dire…

Indubbiamente possiamo sostenere che la maggioranza dei dipendenti iscritti e non iscritti ha avuto la possibilità di potersi esprimere sul contratto attraverso il referendum.

Riepilogando giovedì prossimo per effetto di una norma antidemocratica - CHI NON SOTTOSCRIVE IL CCNL NON E’ CONVOCATO ALLA TRATTATIVA PER L’INTEGRATIVO - voluta dall’Amministrazione e dai firmatari di contratto – non prevista da nessuna legge – siederanno al tavolo i rappresentanti di una “minoranza”(vedi ultime due righe convocazione del 17 settembre apertura CCNI in allegato).

Per tentare di limitarne gli inevitabili danni riteniamo fondamentale la partecipazione democratica anche di chi dissente e persiste a rigettare tali contratti “a perdere”. Al riguardo RdB valuterà se e come intervenire nella trattativa.

Vogliamo evidenziare tutte le pesanti contraddizioni emerse dai fautori del Contratto i quali hanno sbandierato il risultato degli inesistenti vantaggi economici e normativi ottenuti, come giustificazione alla loro firma (ma le ”bugie” hanno le gambe corte!).

Precisamente per quanto concerne i vantaggi economici possiamo già affermare che si creeranno numerose disparità di trattamento all’interno della PCM tra il personale che svolge medesime mansioni (una vera e propria giungla retributiva!), per citarne alcune:

  •       differenza tra diretta collaborazione e personale non in diretta;
  •       differenza tra chi presta servizio in un ufficio piuttosto che in un altro.

Inoltre siamo in trepida attesa di ricevere i “favolosi” arretrati di quattro anni che, a parer loro, dovrebbero “arricchirci”.

E ancora, dove è finito l’ambìto  provvedimento di legge che avrebbe dovuto garantire i dipendenti della PCM?

Sta di fatto che,  come i dipendenti pubblici siamo tuttora oggetto di attacchi del Ministro della Funzione Pubblica e degli altri esponenti della compagine governativa.

Sarà forse questa la motivazione per la quale nel nuovo contratto integrativo che si andrà a stipulare i dipendenti della Presidenza saranno trattenuti in ufficio per ulteriori due ore settimanali praticamente GRATIS, con la supponenza, da parte dell’Amministrazione/Governo di raggiungere una maggiore produttività.

Questo è probabilmente il “loro” concetto di dignità professionale non lo è però per RdB che ritiene dannoso e inutile l’aumento dell’orario settimanale di lavoro considerandolo un pericoloso presupposto per arrivare alle 40 ore settimanali (…magari con il prossimo Contratto Nazionale).

Alla faccia dell’equiparazione agli organi costituzionali.

…. l’equiparazione è avvenuta ma con le aziende del privato.

 

15 settembre 2009                                            RdB/CUB Coord. Nazionale PCM

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