È ORA DI FINIRLA…

Roma -

Vogliamo un contratto dignitoso e le progressioni economiche per tutti!

L’ennesima risposta lacunosa, ingiustificata e autoritaria, espressa dall’ Amministrazione nel Verbale di mancata conciliazione (in allegato) denota da parte dei vertici una posizione esclusivamente ideologica.

L’organizzazione della PCM, peculiare e differente da quella delle altre amministrazioni, esige dai dipendenti una disponibilità di adattamento alle frequenti riorganizzazioni degli uffici e dipartimenti. Non è un caso che sia stata introdotta la flessibilità remunerata attraverso i precedenti contratti.

Il proposito di voler ostinatamente introdurre meccanismi di “meritocrazia”, nasconde motivi clientelari e sarà ulteriore causa di divisione tra i dipendenti.

I colleghi ormai da tempo assistono alla totale assenza di una vera politica del personale, tollerando: disomogeneità dei carichi di lavoro, non rispetto delle mansioni di appartenenza e della professionalità acquisita, nonché la mancanza di un progetto organico che tenda a trovare una soluzione per la stabilizzazione del personale comandato.

È evidente che i vertici di questa Amministrazione non hanno ben presente la realtà lavorativa della Presidenza del Consiglio e sono ben distanti dal comprendere quali elementi contrattuali debbono essere stabiliti per migliorare sia la condizione del lavoro che l’organizzazione degli uffici. L’atto di indirizzo va proprio nel senso opposto creando evidenti inasprimenti in termini di diritti (vedi abolizione visite specialistiche e diversa articolazione obbligatoria dell’orario di lavoro).

Per riassumere brevemente:

  • a fronte della proposta di istituzione della meritocrazia non vengono stanziate risorse aggiuntive per il rinnovo del CCNL, bensì si vogliono utilizzare risorse già presenti del FUP;
  • l’ostinazione dell’Amministrazione nel riqualificare un numero ristretto di colleghi cela l’obiettivo di voler reperire i soldi per finanziare la performance;
  • Dopo 10 anni di blocco contrattuale si prevedono “aumenti” ridicoli se non addirittura svantaggiosi e lesivi della dignità dei lavoratori della PCM, si tratta di circa 90 euro lordi medi mensili procapite e una revisione peggiorativa della attribuzione del salario accessorio.

     

    È forse è giunto il momento che le autorità politiche si interroghino sulle effettive capacità dei vertici amministrativi da loro scelti!

     

     

    PS

     Come è noto, Snaprecom, USB, Sipre e UGL, avevano chiesto alla Presidenza di utilizzare il cortile di Palazzo Chigi per un’assemblea del personale! Eravamo certi di poter contare sulla disponibilità dell’amministrazione e ci aspettavamo di fare una bella assemblea del personale nella sede richiesta… invece non è stato possibile! Chissà perché… troppa visibilità alle problematiche del personale???

     

 

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