Dip. Protezione Civile Provvedimento di riorganizzazione.

Roma -

COMUNICATO

Il Capo Dipartimento della  Protezione Civile ha riunito le Organizzazioni Sindacali per presentare il provvedimento sulla riorganizzazione.

Il documento carente di informazioni fondamentali  (le professionalità presenti e quelle necessarie, i criteri con cui vengono scelti i dipendenti sia per le linee di attività sia per le missioni in territorio nazionale ed estero, la collocazione del personale in attesa di immissione in ruolo) e il poco tempo a disposizione, visti gli impellenti impegni del dott. Bertolaso, hanno determinato l’impossibilità di aprire una discussione e di effettuare osservazioni più approfondite.

Il provvedimento appare essere l’ennesima informativa alle Organizzazioni Sindacali piuttosto che il risultato di un confronto tra l’Amministrazione e le stesse.

Infatti l’Amministrazione con il solito arrogante atteggiamento prospetta alle organizzazioni sindacali una riorganizzazione immodificabile, per altro  già realizzata, ma procede a colpi di ordinanza per creare ulteriori uffici, per istituire una struttura di missione all’interno dell’Ufficio Grandi Eventi o per nominare qualche dirigente generale. Non si comprende la ratio per la quale le funzioni di competenza del Servizio Sismico (la gestione delle reti di monitoraggio) non trovino una chiara collocazione nella nuova organizzazione, così come non comprendiamo lo smembramento dell’ufficio interventi strutturali ed opere pubbliche.

L’uso delle ordinanze (con la scusa delle emergenze) ha di fatto  determinato in questi anni una sostanziale destrutturazione dell’organizzazione del lavoro in quanto più che su una moderna politica del personale, la gestione del DPC si è incentrata su un modello stile “padrone delle ferriere”, non lasciando spazi ad alcun confronto con le organizzazioni sindacali sulle problematiche dei lavoratori della Protezione Civile che per la peculiare attività necessità di un confronto più serrato.

L’immissione nel Dipartimento di ulteriore personale militare da noi sempre contrastato e la previsione che interi uffici ne siano composti, pone preoccupanti interrogativi sul futuro assetto del DPC, considerata poi la situazione in cui versa l’Alitalia con decine di piloti in cassa integrazione, ci chiediamo per quale motivo verranno impiegati  i piloti militari.

Per tanto la RdB ritiene che tale organizzazione giunga fuori luogo, critica fortemente il provvedimento sia nel contenuto che nel metodo adottato,  chiede l’immediata apertura di un tavolo per risolvere le innumerevoli problematiche sorte. Accoglie la richiesta della CGIL che finalmente si è accorta della condizione in cui versa il DPC.

16 ottobre 2006

RdB/CUB Pubblico Impiego

Coordinamento Nazionale Presidenza Consiglio Ministri

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