SOPPRESSIONE S.S.P.A. - IL MINISTRO ILLUSIONISTA

Roma -

 

Ieri pomeriggio il Ministro Nicolais ha incontrato il personale della SSPA per annunciare che l’avvenuta soppressione della stessa è parte di un progetto ambizioso e di forte rilancio. 

Con l’occasione abbiamo espresso forte perplessità di fronte all’operazione di smantellamento della SSPA la cui mira è sostituire la cultura pubblicistica al servizio dello Stato dei futuri funzionari e dirigenti pubblici con una formazione privatistica (di tipo manageriale) che nulla ha a che vedere con l’ENA che è caratterizzata, invece, da una forte cultura della Pubblica Amministrazione. Sorgono ulteriori dubbi, quando vediamo che nel progetto è coinvolta solo la SSPA, mentre le altre Scuole rimangono ben ancorate al proprio status.

Abbiamo ribadito che la formazione della futura classe dirigente deve essere gestita direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per rafforzare il ruolo pubblicistico della Scuola piuttosto che essere demandata ad una struttura la cui collocazione è indefinita.

Sino ad oggi la politica dei governi ha di fatto, depauperato il ruolo della Scuola, privandola di risorse adeguate anziché potenziare il suo funzionamento, “foraggiando” piuttosto strutture private. La totale mancanza del coinvolgimento delle organizzazioni sindacali rappresentanti dei lavoratori non fa altro che  generare timore e incertezza per il futuro del personale al quale fu garantito (anche in sede parlamentare), dopo aver manifestato il proprio dissenso, che la finanziaria non avrebbe previsto alcun emendamento riguardante la SSPA ed avrebbe comunque coinvolto le parti sociali.

Inoltre il provvedimento è privo di garanzie per il personale delle sedi periferiche, per quello appartenente al ruolo della L. 730/86 e per il personale comandato, è privo del contratto di riferimento e non chiarisce se la costituenda agenzia permane o no nell’ambito del pubblico impiego.

Peccato che il  Ministro non sia stato in grado di dare risposte concrete al personale, si è limitato a tranquillizzarlo con vaghe rassicurazioni demandando la soluzione di tali problematiche ai prossimi regolamenti attuativi.

Il Ministro sarà in grado (o vorrà !?)  garantire nei predetti regolamenti quei principi fondamentali di tutela per il personale carenti nel provvedimento di legge primario?

 

Roma, 20 dicembre 2006

 

 

 

RdB/CUB P.I. Coordinamento Nazionale

    Presidenza del Consiglio dei Ministri

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