Nessun dorma !

Roma -

 Nell’incontro che si è tenuto ieri,  l’ARAN ha distribuito il testo rielaborato del CCNL dichiarando che si è arrivati alla 1^ fase conclusiva e lasciando alle Organizzazioni Sindacali il tempo per valutare il nuovo contenuto.

Con grande disappunto abbiamo constatato che il nuovo testo è addirittura peggiorativo rispetto al precedente ed è emersa, durante l’incontro, tutta la difficoltà dell’ARAN a portare avanti una simile trattativa.

La RdB ha ribadito la sua posizione negativa per tutto l’impianto contrattuale che rappresenta un arretramento per i lavoratori  della PCM sia per quanto concerne i diritti sia per quanto riguarda l’aumento salariale.

In particolare, la RdB si è soffermata su alcune questioni che presentano aspetti contraddittori e di difficile applicazione, tra cui:

·         Diretta Collaborazione -  definizione provenienza stanziamento (risorse aggiuntive o prelevate dal FUP decurtando ulteriormente  il fondo destinato al personale?);

·         Definizione decorrenze delle norme fondamentali e caratterizzanti del comparto PCM (alfine di evitare che nel periodo intercorrente tra l’applicazione del CCNL e l’applicazione del CCNI il trattamento economico del personale subisca una pesante diminuzione);

·         Orario di lavoro - nella prima bozza era prevista per il dipendente la possibilità di optare per le 36 ore settimanali mentre nel nuovo testo è stata eliminata anche questa possibilità. Le rimanenti 8 ore, necessarie per raggiungere quanto previsto attualmente dall’art. 18 (quindi diventeranno 16 ore) verranno effettuate in base alle esigenze degli uffici di rimanere aperti per tutto l’arco delle ventiquattro ore;

·         Progressioni economiche e passaggi tra le aree;

·         L’abolizione della area I,  il conseguente innalzamento dei livelli bassi e l’avanzamento degli apicali della II nell’area III;

·         Campo di applicazione a tutto il personale a tempo determinato e indeterminato della PCM  compreso CIPE, Turismo e Sport.

 Quello che a noi è apparso palese è che una parte del tavolo, in testa la CISL, sia disponibile a sottoscrivere questa “nefandezza” di contratto (in cambio di cosa?).

SIA CHIARO CHE CHI SOTTOSCRIVERA’ TALE ACCORDO (?) SI ASSUMERA’ LA RESPONSABILITA’ DI AVER PROCURATO AI DIPENDENTI DELLA PCM UN IRREPARABILE DANNO AI LORO DIRITTI, AL LORO SALARIO E AL LORO FUTURO.

Comunque vada la RdB non firmerà la preintesa e chiamerà tutti i colleghi, iscritti e non iscritti, ad esprimersi attraverso il referendum.

3 aprile 2009

RdB/CUB P. I. Coordinamento PCM

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