L'Amministrazione convoca ma non dialoga.

Roma -

 Abbiamo avuto la conferma di come questo governo/amministrazione intende le relazioni sindacali.La riunione che si è tenuta ieri tra le Organizzazioni Sindacali e il Vicesegretario Generale ne è stato l’esempio, ancora una volta le stesse non hanno avuto la possibilità di esercitare il loro ruolo che ormai da tempo, questa amministrazione vuole  relegare a quello di mera “attività notarile”.

Il continuo ignorare le norme contrattuali e le assenti relazioni sindacali, vedi le questioni del personale di prestito, della notevole riduzione dello stanziamento per la formazione e delle riorganizzazioni in atto, dimostrano che l’amministrazione procede in maniera unilaterale.

Il Segretario Generale, nonostante le continue richieste di incontro sulle innumerevoli problematiche che assillano la PCM, dal giorno dell’insediamento ha convocato i rappresentanti dei lavoratori solo per un saluto.

Appare allarmante la situazione del personale della PCM presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, dal momento che lo stesso Vicesegretario, come del resto il Ministro Nicolais e la Direttrice nelle scorse riunioni  non hanno dato alcuna risposta  né alle richieste delle OO. SS. a tutela dei lavoratori, né a quelle del personale scaturite dall’assemblea del 29 gennaio u.s..

Dopo ben tre ore di intensa discussione la sola risposta che ha fornito il Vicesegretario Generale, è stata quella concernente il personale comandato che si è conclusa con la restituzione di quanto annunciato dai quotidiani.  Siamo sbalorditi dal comportamento di un’amministrazione che oltre a non dare risposte a problemi concreti, dinanzi alle ulteriori incalzanti domande delle organizzazioni sindacali, arrogantemente, “abbandona il tavolo” di confronto lasciando tutti interdetti.

Questo porta ad un’unica conclusione l’amministrazionenon ha alcun interesse per i dipendenti della PCM, bensì, rientrando in un progetto più generale, ha tutta l’intenzione di procedere ad uno smantellamento vero e proprio nel quale i lavoratori potrebbero non avere alcuna tutela.

Dopo mesi in cui i silenzi e i ritardi appaiono pretestuosi, questo è stato l’epilogo dell’attesa riunione di ieri.

A questo punto la risposta dei lavoratori non può essere che ferma e determinata nel pretendere atti concreti (norme di garanzia), con il sostegno doveroso dei sindacati che li rappresentano in tutte le iniziative necessarie per la salvaguardia della PCM e di tutto il personale.

Attendiamo risposte certe dall’incontro con il Segretario Generale che si terrà la prossima settimana

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