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Sopravviveranno?

Roma -

 Ieri all’ARAN è stata sottoscritta dalle organizzazioni sindacali l’ipotesi di contratto collettivo quadro per la definizione dei comparti di contrattazione per il quadriennio 2006-2009.

L’art. 8 di tale provvedimento prevede l’inserimento nel Comparto PCM sia del personale dipendente della PCM, sia quello dell’Agenzia per la formazione dei dirigenti e dipendenti delle amministrazioni pubbliche – Scuola nazionale della pubblica amministrazione (ex SSPA).

Rammentiamo che la Legge del 27 dicembre 2006 n. 296 ha soppresso la SSPA e ha istituito l’agenzia per la formazione dotata di autonomia amministrativa e contabile, trasferendo il personale in servizio nei ruoli della stessa (quindi l’Agenzia avrà un ruolo proprio), nulla toglie contrattualmente al personale della PCM.

L’esercizio del diritto di opzione che è sicuramente una garanzia per il personale dei ruoli ex Lege 400/88,  per quello delle sedi periferiche è di difficile attuazione per problemi di natura logistica, pertanto l’inserimento dell’Agenzia nel comparto PCM rappresenta una garanzia per i nostri colleghi che potranno continuare a beneficiare delle condizioni contrattuali della PCM (come da protocollo d’intesa voluto e siglato da tutte le oo.ss. il 15 febbraio 2007 che si allega).

            Poiché riteniamo che il principio della tutela debba essere esteso sino all’ultimo dipendente della PCM, non comprendiamo le disapprovazioni da parte di quelle sigle che non hanno sottoscritto l’accordo all’ARAN (ovvero che non sono state convocate).

            L’esclusiva preoccupazione di queste sigle, che non esprimono una chiara posizione politico-sindacale, è unicamente connessa ai numeri della rappresentatività che, nonostante sia alterata dagli spostamenti di doppie e triple tessere, non è sufficiente a garantire la loro sopravvivenza.

            Perché vogliono ostacolare l’operazione che permette l’applicazione del CCNL della PCM ai colleghi della SSPA che forzosamente sono trasferiti nell’Agenzia, e non hanno cercato di impedire l’immissione nella PCM di interi settori provenienti da altre amministrazioni?

            L’accordo di fatto “blinda” il Comparto per i prossimi anni da qualsiasi tentativo di modifica. La RdB, che ha fortemente sostenuto l’autonomia del Comparto,  come sempre dalla parte dei lavoratori vigilerà affinché questa rimanga veramente solo un’operazione di tutela per i colleghi della PCM e non venga utilizzata per altri scopi (vedi immissione FORMEZ).

            Questo è il risultato di una carente politica del personale attuata da una amministrazione indifferente, dove qualsiasi cambiamento viene usato per generare divisioni e ostilità tra i dipendenti che,  grazie anche ad una palese disinformazione, ne subiscono le conseguenze.

Roma 19 aprile 2007

RdB/CUB P.I. Coordinamento Nazionale P.C.M.

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